La prevenzione al gioco deve partire dalle scuole

gioco azzardo patologico

Bisogna che voci autorevoli si facciano sentire per il mondo lecito del gioco affinché una volta per tutte si abbia un quadro onesto e reale di questo settore. E questo per il bene del gioco: sarebbe ora che lo si guardasse per quello che è, quello che rappresenta, quello che può provocare se non bene approcciato e che, infine, che si tracci un percorso lungo il quale “tutto il mondo del gioco lecito” si deve incamminare per far parte della vita quotidiana se lo si desidera. Ecco perché voci come quella del responsabile della sezione epidemiologica dell’Istituto Fisiologia clinica del Cnr vanno bene ascoltate: il convegno inaugurale di Enada che si occupa di gioco e casino online “Dalla stabilità all’instabilità del settore giochi” ne è stato portavoce evidenziando che le ricerche effettuate sul gioco sono “indipendenti” e, quindi, forse,“danno fastidio”.

Però queste ricerche, condotte dal Centro Cnr il cui metodo è stato avviato dal 2008, è stato acquisito anche dall’Unione Europea nel 2015 al fine di studiare il gioco d’azzardo. Per ritornare agli studi effettuati, sono stati condotti sulla popolazione dai 15 ai 74 anni ed anche su quella studentesca ed hanno evidenziato che il mercato del gioco è in calo e, sopratutto, che la maggior parte della popolazione gioca in modo sano, e si parla di circa l’80% che è una percentuale alta. La parte rimanente è fragile e va studiata profondamente e bisogna evidenziare che questo anno l’Ipsad verrà rifatto grazie anche a nuovi finanziamenti mentre lo studio Espad viene effettuato ogni anno estendendolo dall’Italia all’Europa.

Sono appena usciti i dati che determinano molta preoccupazione sul gaming: nel 2014 c’è stato un calo e nel 2015, invece, una ripresa. Gli studi evidenziano che il 48,5% asserisce di aver giocato almeno una volta nella vita, gli studenti che presentano un comportamento a rischio sono circa l’8% su un 42%: giocano tutti, sia minori che maggiorenni ed il divieto di gioco ai minori non è per nulla sentito né seguito. Altri dati sono che scommesse e Gratta&Vinci sono i giochi preferiti dai giocatori problematici ed ancora che i giocatori giocano anche a casa di amici per un 39%, ma questo è un dato difficilmente monitorabile.

I dati sui minori indicano che giocano nei locali pubblici, online o nelle sale scommesse e sono davvero tanti e focalizzati sulle scommesse e sui casinò online, ma non al poker od altri giochi di skill. I minori giocano molto sugli smartphone e questo aumenta i notevoli dubbi sulle ipotesi di chiusura dei locali per ridurre il gioco, mentre non si fa nulla sui supporti mobili. Ma quello che risulta un dato assolutamente positivo, è il grande lavoro fatto nelle scuole sul gioco problematico. È servito tantissimo anche come cultura al gioco ed inoltre i fondi su alcol e droghe sono stati tagliati, mentre quelli sul gioco sono stati aumentati. Quindi, la strada da percorrere per la prevenzione all’abuso del gioco e quella sin qui messa in campo è la strada giusta, ma va sempre aumentata l’informazione, quella vera e disinteressata, e quella che porta a far relazionare il minore con il gioco-divertimento: questo è e deve essere e deve essere percepito assolutamente come tale.

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